Gli Episodi di Apprendimento Situato (Rivoltella, 2020) rispondono a una domanda molto concreta: come costruire un ciclo pedagogico completo — dall'attivazione alla metacognizione — in un tempo didattico limitato? A differenza della lezione tradizionale, l'EAS è un'unità autonoma, replicabile, strutturata in tre fasi precise.
«Il Racconto dell'Estate» applica questa struttura al momento più delicato dell'anno scolastico: il rientro. Si appoggia sulla funzione della narrazione come strumento primario di costruzione di senso (Bruner), e la intreccia con il Pensiero Computazionale e l'Identità Territoriale — i due pilastri centrali del framework INSEG.
L'episodio diventa così la prima pagina del Portfolio Annuale: un documento iniziale che non registra soltanto un ricordo, ma rende visibili competenze, stile narrativo, partecipazione e modalità di riflessione.
I tuoi dati non vengono condivisi con terzi.
L'alunno è invitato a richiamare non «l'estate intera», ma un episodio specifico. Il docente modella l'esercizio raccontando per primo il proprio ricordo, costruendo sicurezza affettiva per l'intero gruppo prima di chiedere lo stesso sforzo ai bambini.
20 – 25 minutiQui entra il Pensiero Computazionale come strumento, non come fine: l'alunno decompone il proprio racconto in una sequenza — inizio, nodo, finale — e identifica pattern ricorrenti tra i racconti del gruppo. Nessuna tecnologia richiesta: solo struttura del pensiero.
40 – 45 minutiIl gruppo confronta i racconti e scopre connessioni con il proprio territorio — dove sono stati, cosa hanno visto, cosa questo dice sull'appartenenza. Il ciclo si chiude collegando emozione personale, pensiero strutturato e identità collettiva.
25 – 30 minutiNon sono istruzioni da seguire passo dopo passo. Sono suggerimenti di apertura, domande possibili e uno spazio per annotare ciò che scopri della tua classe. Ogni alunno processerà in modo diverso — e quella differenza è il materiale più prezioso che hai.
Ogni classe è un universo. Queste schede aprono lo spazio — tu lo abiti.
Aprire uno spazio sicuro in cui ogni alunno possa accedere alla propria memoria senza timore di sbagliare. Non si valuta — si ascolta. Il ricordo è già conoscenza.
Inizia tu per primo. Racconta un tuo ricordo estivo concreto — non perfetto, non elaborato. Mostra che si può partire da un dettaglio piccolo: un odore, un suono, un momento preciso.
Lascia un silenzio dopo il tuo racconto. Quel silenzio vale quanto le parole — gli alunni stanno già pensando.
Proponi poi una domanda di apertura semplice: «C'è un momento di questa estate che ti è rimasto impresso?»
«Dove eri? Con chi?»
«Cosa ricordi meglio di quel momento?»
«Se dovessi dare un titolo a quel ricordo, quale sarebbe?»
Aiutare l'alunno a scoprire che il suo racconto ha già una struttura — e che strutturare è pensare. Non si insegna un modello: si aiuta a rendere visibile quello che è già lì.
Chiedi all'alunno di riraccontare il proprio episodio dividendolo in parti. Non dare subito i nomi «inizio, sviluppo, conclusione» — lascia che emergano naturalmente dalla classe.
Lavora in piccoli gruppi: un alunno racconta, gli altri individuano dove «comincia», dove «succede qualcosa di importante», dove «finisce». La verifica è collettiva, non del docente.
Se un alunno fatica: «Cosa è successo prima di tutto? E poi? E alla fine?» — tre domande semplici che fanno emergere la struttura.
«Quale parte del tuo racconto è la più importante? Perché?»
«C'è qualcosa che hai vissuto ma non hai raccontato? Perché l'hai lasciato fuori?»
«Guardando i racconti di tutti, c'è qualcosa che si ripete?»
Creare il momento in cui l'alunno non solo racconta, ma si accorge di come ha raccontato — e di come il luogo vissuto abbia lasciato traccia nella memoria. La metacognizione non si chiede: si provoca.
Inizia dalla lettura condivisa di alcuni racconti — non tutti, quelli che offrono angolazioni diverse. Dopo ogni lettura, lascia un momento di silenzio prima di aprire la discussione.
Non chiedere «cosa hai imparato?» — è una domanda chiusa. Prova invece: «Cosa ti ha colpito nel racconto di un compagno?»
Connetti al territorio: «I luoghi che avete raccontato — li avete portati con voi anche qui in classe?»
«Oggi ho scoperto che...»
«Mi ha colpito che un compagno...»
«Il posto dove ero mi ricorda qualcosa di questo territorio?»
«La prossima volta che racconto qualcosa, voglio provare a...»
Ciò che emerge da questo episodio è una baseline autentica: una fotografia di come ogni alunno narra, struttura il pensiero e si relaziona al territorio, raccolta prima di qualsiasi intervento sistematico.
Ogni classe è un universo. Queste schede non dicono cosa deve succedere — dicono dove guardare. Quello che trovi è materiale tuo, prezioso per creare i prossimi percorsi in modo sempre più connesso alla realtà di questi alunni, in questa classe, in questo territorio.
INSEG · Curricolo Verticale d'Istituto · PTOF 2022–2025 · Rivoltella (2020)